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2016-02-16

IL VENDING IN ITALIA VALE 11 MILIARDI DI CONSUMAZIONI

Qualche settimana fa è stato commissionato ad Accenture un approfondito studio del settore del vending. Il documento considera le mutate dinamiche competitive degli ultimi anni e cioè: l´utilizzo di canali distributivi alternativi per il segmento del porzionato (retail, e-commerce, torrefazioni in diretta), le commistioni tra diversi canali e formati (capsule B2C negli uffici) e l´allargamento dell’attività di società quali mense, catering e società di facility management, sono solo alcuni dei fenomeni che hanno determinato il cambiamento. 
 
Al fatturato dei gestori tradizionali, pari a 2.135 milioni di euro, è stata aggiunta la quota delle capsule B2B non distribuita dalle gestioni, le capsule vendute sul canale B2C e consumate in contesto B2B in ufficio, l´operato delle mense ed altri operatori e il mercato dei boccioni. Il totale del vending e porzionato così considerato raggiunge i 2.504 milioni di fatturato e i 7,5 miliardi di battute. 
 
Tutte le analisi effettuate sino ad oggi erano però incentrate su FAP e capsule, ignorando il fenomeno delle cialde E.S.E., un mercato è stimato intorno agli 1,2 miliardi di unità, per un fatturato di 200 milioni di euro. Per concludere manca solo un ultimo step: valutare la profonda commistione delle gestioni italiane tra i segmenti business e consumer e stimare il perimetro di riferimento globale dell´OCS includendo anche l´ambito B2C. Si pensi ad esempio alle torrefazioni che producono capsule compatibili e i siti di e-commerce verticali presentisul mercato delle compatibili.
 
Nel 2014, il totale di queste capsule B2C raggiunge quasi i 2,5 miliardi di unità sviluppando un fatturato di 674 milioni di euro. Il totale a questo punto è raggiunto e si colloca ad un realistico 3.304 milioni di euro, con 10.825 milioni di consumazioni.
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